I RAGAZZI DEL TOUSCHEK IN ABBAZIA PER CONOSCERE L’ICONOGRAFIA BIZANTINA E PER AMMIRARE I TESORI LIBRARI DELLA BIBLIOTECA STATALE DI S. NILO

Nell’ambito del progetto sperimentale concordato dal Liceo Scientifico Bruno Touschek di Grottaferrata e dalla Associazione Culturale S, Nilo, questa mattina gli studenti di una classe del terzo anno, guidati da alcune loro insegnanti, hanno partecipato, in Abbazia, ad una serie di incontri mirati in particolare ad evidenziare quanto sia ricco il patrimonio dei beni artistici e dei beni documentali dell’Abbazia di S. Nilo.

La classe, infatti, dedica, quest’anno,  gran parte  della sua attività didattica proprio ai valori artistici dell’Abbazia.

Il primo incontro ha riguardato l’iconografia bizantina.

Il dott. Franco Portelli, presidente della Associazione Culturale S. Nilo, ha parlato agli studenti dell’jmportanza dell’icona quale elemento essenziale della spiritualità e della liturgia bizantina, essa stessa oggetto di culto.

Il M* Roberto Roncaccia, direttore della Scuola di Iconografia dell’Abbazia, ha illustrato le tecniche di “scrittura” dell’icona ed i significati simbolici annessi.

I ragazzi hanno mostrato vivo interesse e partecipazione, seguendo con attenzione e ponendo molte domande.

È seguita la visita della Biblioteca Monumentale, illustrata dalla dott.ssa Micocci. I ragazzi poi hanno visitato la Biblioteca Statale dove sono stati accolti dalla dott.ssa Onesti. In ambedue le occasioni è stata illustrata la storia e la formazione delle preziose raccolte: preziosi manoscritti ,  documentazione prodotta dall’amministrazione degli abati accomandatari, bellissimi incunabili, cinquecentine, volumi preziosi sono stati mostrati e spiegati ai ragazzi, attenti e ammirati.

Al M° Roncaccia, alla dott.ssa Micocci, alla dott.ssa Onesti va il nostro ringraziamento più vivo.

Riprendono gli appuntamenti del ciclo 2019 dei “PROLEGOMENI ALLA SPIRITUALITÀ ORIEHTALE E BIZANTINA”, organizzato in collaborazione con la Sapienza, Università di Roma

GIOVEDÌ 6 DICEMBRE, ALLE ORE 17.00, NELLA NOSTRA SEDE OPERATIVA IN ABBAZIA DI S. NILO, IL PROSSIMO APPUNTAMENTO DEL CICLO BIENNALE “PROLEGOMENI ALLA SPIRITUALITÀ ORIEHTALE E BIZANTINA”, ORGANIZZATO IN COLLABORAZIONE CON LA SAPIENZA, UNIVERSITÀ DI ROMA:

la dott.ssa MARGHERITA MANTOVANI, del Dipartimento Storie, Culture e Religioni, terrà una conversazione con i soci su

GLI APOCRIFI, LA LITURGIA E L’ICONOGRAFIA BIZANTINA

“L’intervento si propone di ripercorrere i principali momenti di incontro della tradizione bizantina (cattolica e ortodossa) con la letteratura cosiddetta ‘apocrifa’ (con riferimento, in primis, al Protovangelo di Giacomo e al Vangelo di Nicodemo o Acta Pilati).
Dopo un’introduzione volta a fornire una possibile definizione del termine ‘apocrifo’ e a stabilire i principali tratti di questo genere di letteratura, nonché i problemi di metodo a essa collegati, l’intervento prenderà in esame il culto di S. Anna a Bisanzio e, più in generale, il significato attribuito dalla tradizione liturgica e iconografica bizantina ai genitori di Maria, alla luce dell’influenza del Protovangelo di Giacomo. Da questo punto di vista, particolare rilievo assume il programma iconografico di uno dei massimi esempi di architettura e di iconografia bizantine: la chiesa di San Salvatore in Cora (ἡ Ἐκκλησία τοῦ Ἅγιου Σωτῆρος ἐν τῇ Χώρᾳ, 1313-1315) a Istanbul. In particolare, saranno oggetto di analisi i mosaici e gli affreschi dedicati a rappresentare scene di vita dei santi Gioacchino e Anna; l’infanzia di Maria; la nascita di Gesù e l’adorazione dei Magi; l’Anastasis (catino absidale) e il giudizio finale (volta del parakklesion). Soprattutto, si cercherà di sottolineare l’influsso determinante esercitato dalle recensioni bizantine del Vangelo di Nicodemo sulle raffigurazioni dell’Anastasis.
In secondo luogo, si tenterà di estendere lo sguardo a Occidente e a Oriente di Costantinopoli, esaminando alcuni esempi della ricezione balcanica e russa degli apocrifi nell’arte e nella liturgia. Tra i casi in esame: 1) gli affreschi del Monastero di Visoki Dečani (1335-1350, Kosovo), da considerare nel loro stretto rapporto con la liturgia (cfr. in particolare l’inno Akatistos); 2) la Chiesa di S. Demetrio del Monastero di Marko (ultimo decennio del XIV secolo, Skopje, Macedonia); 3) la pittura russa, in particolare alcune tempere su tavola delle scuole di Rublëv (XV secolo) e di Pskov (XVI secolo).” (Dr. Margherita Mantovani, Sapienza Università di Roma – Università di Pisa)

Saranno proiettate immagini dei siti e della iconografia citata e saranno forniti un abstract e una bibliografia essenziale.

L’incontro è riservato ai soci.

 

RIPARTE IL CICLO 2018-2019 DI VISITE GUIDATE: LE ICONE MARIANE A ROMA. L’ICONA DELLA THEOTÒKOS A S. MARIA NOVA

Ieri, sabato 24 novembre, un gruppo di soci e amici della Associazione Culturale S. Nilo, magistralmente guidati dalla nostra Mattea Muratore, hanno visitato, a Roma, la Basilica di S. Maria Nova (S. Francesca Romana).

E’ stato il primo importante appuntamento del nuovo clclo di visite guidate, previsto dal programma 2018-2019 della nostra associazione, alla (ri)scoperta dei tesori dell’arte e della spiritualità bizantina presenti a Roma, quest’anno dedicato alle icone mariane.

Oltre che visitare la Basilica, abbiamo potuto, con grande emozione, ammirare e venerare l’icona dedicata a Maria Odighitria Dexiokratousa, risalente al V secolo, la più antica icona custodita a Roma, una delle più antiche in assoluto.

Ai Padri Benedettini Olivetani, custodi della Basilica di S. Maria Nova, il nostro ringraziamento per averci consentito la visita alla preziosa icona della Theothòkos.

 

RIPRENDONO LE NOSTRE VISITE GUIDATE ALLA (RI)SCOPERTA DEI TESORI DELLA SPIRITUALITÀ E DELL’ARTE BIZANTINA A ROMA

Il prossimo sabato 24 novembre riprenderemo le nostre visite guidate alla (ri)scoperta dei tesori della spiritualità e dell’arte bizantina a Roma.

Il ciclo di quest’anno avrà come oggetto “Le icone mariane di Roma”.

L’argomento è molto vasto, complesso ed interessante: nel corso di diversi nostri incontri ne sono emersi diversi aspetti, che sono stati trattati dai nostri autorevoli relatori. E’ nato così, naturalmente, il desiderio di andare ad ammirare alcune delle immagini più significative, molto probabilmente frutto dell’esperienza spirituale di anonimi monaci-iconografi. Davanti a queste icone, incensate, illuminate, cantate e venerate si sono piegate molte ginocchia,

Guidati della nostra Mattea Muratore, inizieremo con l’icona di Maria Odighitria Dexiokratousa, custodita nella Basilica di Santa Francesca Romana (Santa Maria Nova). Su nostra richiesta, ci sarà consentita la visione della preziosa “imago antiqua“, l’icona originale del V secolo, normalmente non accessibile.

La Basilica di Santa Maria Nova campeggia fiera tra i magnifici resti dell’area più monumentale del Foro Romano, è circondata da edifici civili e di culto pagano che testimoniano la grandezza dell’antica Roma. Sulle rovine del Templum Urbis voluto dall’imperatore Adriano e dedicato a Venere e a Roma Eterna per celebrare le origini divine dell’impero, sorge un piccolo oratorio dedicato agli apostoli Pietro e Paolo che qui avevano avuto vittoria su Simon mago. Papa Leone IV lo riedifica facendone una basilica col titolo di “Santa Maria Nova” per accogliere l’icona oggi conosciuta come Imago Antiqua, trasferita dopo la distruzione della chiesa di Santa Maria Antiqua al Palatino. Questa icona fu molto venerata in passato dal popolo romano e molti papi le erano devoti. Innanzi a tale immagine della Vergine, Francesca Bussa de’ Leoni pronunciò la sua oblazione insieme ad alcune compagne nel 1425. La fama di Francesca, compatrona di Roma, fu tale da ricevere l’appellativo di “Romana” ed oscurò in parte l’importanza dell’Imago Antiqua sicché anche la basilica prese il titolo della santa. L’edificio ricevette una nuova veste architettonica secondo i dettami della Controriforma dal papa Paolo V Borghese, anch’egli devoto della Vergine. La storia avvincente della riscoperta delle antiche origini di questa rara immagine mariana in occasione di un restauro casuale negli anni ‘50 richiama oggi l’attenzione su una delle icone più antiche di Roma e della cristianità. L’Imago Antiqua è ancora un ponte tra Occidente e Oriente.” (Mattea Muratore).

L’appuntamento è a Roma, alle ore 9,45, davanti all’ingresso della stazione Colosseo della Metro, in via dei Fori Imperiali, di fronte al Colosseo. 

Gli interessati possono comunicarci la loro partecipazione alla visita entro il prossimo giovedì 22 novembre, inviando una email all’indirizzo info@acsannilo.itindicando il nominativo di ogni persona prenotata.

 

DOMENICA 11 NOVEMBRE, NELLA BASILICA DI S. MARIA DELL’ABBAZIA DI S. NILO, A PARTIRE DALLE ORE 16.00, IN OCCASIONE DEL VESPRO, SARA’ CELEBRATO IL RITO, PRESIEDUTO DALL’AMMINISTRATORE APOSTOLICO S. E. MONS. SEMERARO, DI AMMISSIONE AL NOVIZIATO DEL FRATELLO PAOLO. L’ASSOCIAZIONE CULTURALE S. NILO FORMULA I PIU’ SENTITI VOTI AUGURALI AL FRATELLO PAOLO E SI UNISCE, INSIEME AI TANTI DI BUONA VOLONTÀ E FEDE, ALLA PREGHIERA DELLA COMUNITA’ MONASTICA.

RIPRENDONO GLI INCONTRI DI INTRODUZIONE ALLA SPIRITUALITÀ ORIENTALE E BIZANTINA ORGANIZZATI IN COLLABORAZIONE CON LA SAPIENZA, UNIVERSITÀ DI ROMA

Giovedì 8 novembre 2018, alle ore 17.00, nella sede operativa in Abbazia,prenderà il via la seconda fase, 2018-2019, del ciclo biennale “Prolegomeni alla spiritualità orientale e bizantina“, organizzato in collaborazione con la Sapienza, Università di Roma.

Il dott. Francesco Berno, del Dipartimento Storie, Culture e Religioni della Sapienza – che ha partecipato lo scorso anno agli incontri del primo ciclo – incontrerà i soci sul tema

LO GNOSTICISMO CRISTIAMO

L’intervento intende introdurre alle complesse elaborazioni dottrinali sviluppate in seno alle diverse scuole gnostiche, con particolare riferimento alle loro interazioni con la nascente ortodossia espressa della Grande Chiesa. Dopo aver restituito le linee fondamentali delle diverse interpretazioni del fenomeno gnostico proposte dalla critica, e dopo aver fornito un conciso status quaestionis sulle fonti a nostra disposizione, si affronteranno i più rilevanti nodi concettuali del sistema teologico gnostico, quali la teorizzazione di un rapporto di intimità consustanziale dell’eletto con Dio, la messa in questione del valore autoritativo delle scritture evangeliche, lo sviluppo di un assetto teologico diteista.

In ultimo, si guarderà all’eredità lasciata dallo gnosticismo e alla sua rilevanza per lo sviluppo dell’identità religiosa cristiana, ed in particolar modo per la configurazione di una corrente mistica.” (F. Berno)

 

24 OMELIE PRONUNCIATE DALL’ABATE P. MICHEL VAN PARYS NELLA CHIESA ABBAZIALE DI S. MARIA DI GROTTAFERRATA,TRA IL 2014 E IL 2016, SONO STATE TRADOTTE IN LINGUA UCRAINA E PUBBLICATE IN UN VOLUME DAL TITOLO “DIO CI RESTITUISCE LA DIGNITÀ”.


L’iniziativa è stata assunta congiuntamente dalla Casa Editrice Spirito e Lettera di Kiev e dalla Facoltà di Teologia greco-cattolica dell’Università Cattolica di Leopoli.
Il volume è stato presentato ufficialmente il 20 settembre scorso, all’Università Pietro Mohyla di Kiev.